Vista da fuori, la VPN è solo un'app con un unico pulsante «Connetti». Ma al suo interno avviene una catena di eventi piuttosto elegante, e capire questa catena aiuta a risolvere in fretta i problemi quando qualcosa va storto: la velocità cala, i siti non si aprono, la connessione si interrompe.
Vediamo passo per passo cosa succede al suo traffico quando attiva la VPN.
Senza VPN: com'è una connessione normale
Quando apre un sito nel modo consueto, la richiesta va direttamente al provider. Il provider vede: chi si collega, dove, quando, per quanto tempo. Poi inoltra la richiesta più avanti — attraverso una catena di server — fino al sito. Anche il sito vede il suo IP reale e può determinare la posizione approssimativa.
In totale: il provider sa quali siti lei visita. I siti sanno chi è e da dove viene. È il normale funzionamento di Internet, ma è anche un problema di privacy. A questo si aggiunge il fatto che tra lei e il sito passano decine di router intermedi, e su ciascuno di essi il traffico, se non è cifrato di per sé (HTTP e non HTTPS), può essere letto.
Con la VPN: cosa cambia
Dopo l'attivazione della VPN, tra il suo dispositivo e Internet compare un intermediario: il server VPN. Tutto avviene in quattro fasi:
Fase 1. Avvio dell'app e autenticazione
L'app VPN si connette al server e verifica che lei abbia un abbonamento valido. Lo scambio delle chiavi di cifratura avviene proprio qui, in frazioni di secondo. Si usa la crittografia asimmetrica: le chiavi con cui lei e il server cifrerete il traffico successivo vengono concordate tramite un protocollo protetto dall'intercettazione (il più delle volte basato su Diffie-Hellman o X25519).
Fase 2. Creazione del tunnel
Tra il suo dispositivo e il server VPN si stabilisce un canale cifrato, che è quello che si chiama tunnel. Tutto ciò che vi entra viene cifrato automaticamente all'uscita dal suo dispositivo e decifrato sul server. Dal punto di vista del sistema operativo appare come un'interfaccia di rete virtuale — da qui il nome «rete privata virtuale».
Fase 3. Cifratura del traffico
Quando apre un sito, la richiesta viene prima cifrata — trasformata in una sequenza di byte priva di senso per qualsiasi osservatore. In questa forma arriva al server VPN. Anche se qualcuno intercettasse tecnicamente il pacchetto lungo il percorso (il provider, un Wi-Fi pubblico, un filtro statale), vedrebbe solo un blocco cifrato e il fatto della connessione a un server VPN.
Fase 4. Uscita in Internet con un nuovo IP
Il server VPN decifra la richiesta e la inoltra al sito — ma a proprio nome. Il sito vede l'IP del server (ad esempio tedesco), non il suo reale. La risposta torna per la stessa via in ordine inverso: il sito risponde al server, il server cifra la risposta e la invia nel tunnel, l'app sul suo dispositivo la decifra e la consegna al browser.
Cosa sono i protocolli e perché ce ne sono diversi
Il protocollo è l'insieme di regole con cui si stabilisce il tunnel e si cifra il traffico. Protocolli diversi sono ottimizzati per compiti diversi:
- WireGuard. Moderno, veloce, leggero. La migliore scelta predefinita — velocità e stabilità. Appena ~4 000 righe di codice (per confronto, OpenVPN ne ha oltre 100 000), il che semplifica molto l'audit di sicurezza.
- OpenVPN. Collaudato nel tempo, molto affidabile, ma un po' più lento di WireGuard. Regge bene la connessione — sa mascherare il traffico da normale HTTPS, perciò funziona anche nelle reti in cui le altre VPN vengono bloccate.
- IKEv2/IPsec. Un ottimo protocollo per i dispositivi mobili — ripristina rapidamente la connessione al cambio di rete, quando il telefono passa dal Wi-Fi al 4G e viceversa.
Di solito non deve scegliere il protocollo manualmente: l'app VolnaLink lo fa automaticamente. VolnaLink stesso non usa i protocolli elencati sopra, ma i moderni VLESS Reality, Trojan e Hysteria 2.
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Dove si trova fisicamente il server VPN
Il server VPN è un normale server in un data center di qualche paese. VolnaLink VPN mantiene oltre 1000 server in più di 100 paesi. La scelta della località è importante: più il server è geograficamente vicino a lei, più veloce è la connessione. L'intuizione è semplice: la luce nella fibra ottica non è più veloce della velocità della luce nel vuoto, perciò la distanza è un limite fisico alla latenza.
Spesso la scelta della località è dettata non dalla vicinanza, ma dallo scopo. Le serve l'accesso al Netflix americano — un server negli USA, anche se dista 8 000 km. Deve accedere a un sito «di casa» dall'estero — un server nel suo paese. Per la protezione quotidiana della privacy, il più vicino e veloce.
Cosa succede se la connessione si interrompe
In una VPN valida c'è la funzione kill switch: se il tunnel si interrompe all'improvviso, tutto Internet sul dispositivo viene temporaneamente bloccato. Questo protegge dalla situazione in cui lei crede di navigare tramite VPN, mentre in realtà non lo fa più. Senza kill switch, nel momento dell'interruzione il suo IP reale trapela verso i siti con cui ha sessioni aperte — un rischio piccolo ma reale, soprattutto se usa la VPN proprio per la privacy.
Se il suo client supporta il kill switch, lo tenga attivo — ha senso disattivarlo solo in casi molto rari, ad esempio quando configura le risorse locali consentite.
Perché la velocità può calare
Tre cause principali:
- La distanza fisica dal server. Un server a Singapore, dall'Europa, sarà sempre più lento della vicina Germania.
- Il carico del server. Se su un solo server ci sono mille utenti, la velocità si divide.
- La cifratura in sé. L'elaborazione del traffico richiede tempo, per quanto minimo. Sui processori moderni l'overhead della cifratura è di pochi punti percentuali.
Se la VPN rallenta in modo evidente, abbiamo spiegato cosa fare nell'articolo perché la VPN è lenta.
Cosa sono le fughe DNS e perché temerle
Quando digita «google.com» nel browser, il dispositivo chiede a un server DNS: «qual è l'indirizzo IP di questo nome?». Senza VPN la richiesta DNS va al server del suo provider, che vede quali siti lei visita, anche se il traffico stesso è cifrato (HTTPS).
Se la VPN è configurata male, le richieste DNS passano al di fuori del tunnel — direttamente al provider. Il traffico è cifrato, ma il nome del sito trapela. Nelle VPN valide anche tutto il DNS passa attraverso il tunnel, e ogni server ha i propri resolver. Può verificare se la sua VPN attuale presenta una fuga sul sito dnsleaktest.com.
In sintesi
La VPN è uno strato intermedio tra il suo dispositivo e Internet che fa due cose: cifra il traffico e cambia l'IP visibile. Sotto il cofano ci sono un tunnel, la crittografia, i protocolli e l'infrastruttura di server. Per l'utente tutto si riduce a un solo pulsante, ma ora lei capisce cosa avviene dietro quel pulsante.
Pronto a provare? VolnaLink VPN funziona su tutti i dispositivi più diffusi e sceglie da sé il protocollo di connessione: VLESS Reality, Trojan o Hysteria 2.