La domanda sembra semplice, ma la risposta dipende da cosa si intende per sicurezza. Dividiamola in tre parti: cosa protegge la cifratura, cosa non fa e cosa dipende dal servizio stesso.
La risposta breve
Tecnicamente la VPN è sicura: cifra il canale tra il dispositivo e il server. Ma sposta la fiducia — al posto del provider, è il servizio VPN a vedere il suo traffico. Perciò la domanda «è sicura?» si trasforma in «di chi si fida?».
Da cosa protegge la VPN
- Dall'intercettazione in una rete altrui. Su un Wi-Fi aperto di un bar o di un hotel, i dispositivi vicini e il proprietario del punto di accesso non vedranno il contenuto del suo traffico.
- Dalla sorveglianza del provider. Il suo operatore vede una connessione cifrata verso un unico indirizzo, non l'elenco dei siti visitati.
- Dalla localizzazione tramite IP. I siti vedono l'indirizzo del server.
- Dalla manipolazione del DNS a livello di provider, a condizione che le richieste DNS passino attraverso il tunnel.
Da cosa non protegge
- Da virus e file dannosi. La VPN non controlla il contenuto, cifra il canale. Un file che ha scaricato ed eseguito resterà ciò che era.
- Dal phishing. Un sito falso resta falso attraverso qualsiasi server.
- Dal tracciamento tramite account. Se ha effettuato l'accesso, viene riconosciuto indipendentemente dall'IP.
- Dal fingerprinting del browser. L'insieme di font, risoluzione, lingua e versione: da questa combinazione la riconoscono anche senza IP.
- Da ciò che lei stesso ha inserito su un sito.
La domanda principale: a chi affida la fiducia
Verifichi sul suo dispositivo
8 ore gratis, senza carta di credito. Accesso completo a tutti i server.
Senza VPN il suo traffico lo vede il provider. Con la VPN lo vede il servizio a cui paga. In linea di principio è in grado di vedere a quali indirizzi si collega. Perciò la scelta del servizio conta più della scelta del protocollo.
A cosa fare attenzione:
- Se il servizio ha una persona giuridica, un indirizzo e dati societari, oppure è anonimo.
- Cosa c'è scritto nell'informativa sulla privacy: un elenco preciso dei dati trattati o parole generiche.
- Se ciò che il sito promette coincide con quanto è scritto nei documenti.
Perché le VPN gratuite sono un capitolo a parte
L'infrastruttura costa. Se l'utente non paga, il ricavo arriva da qualche altra parte: pubblicità, vendita di statistiche anonimizzate e, nei casi peggiori, rivendita del traffico degli utenti. Questo non significa che ogni servizio gratuito sia scadente, ma qui la domanda «su cosa guadagna» è d'obbligo, e la risposta deve essere pubblica.
Com'è la situazione in VolnaLink
Abbiamo descritto in una pagina dedicata quali dati vengono trattati e quali non vengono raccolti: la cronologia dei siti visitati, il contenuto del traffico e le richieste DNS non rientrano nell'elenco. Il servizio è fornito da VolnaApp LLP, i dati societari dell'azienda sono pubblicati. Il periodo di prova è di 8 ore senza carta; in seguito il servizio è a pagamento, ed è proprio questa la fonte di ricavo.